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Smart Home: l'Internet of Things entra dalla porta di casa.

TAGS PRIVACY, CYBERSECURITY, MADE IN ITALY, RETAILER

Il mercato della Smart Home cresce a doppia cifra e supera – in Italia – i 180 milioni di euro, la filiera resta quella tradizionale degli installatori e distributori di materiale elettrico, mentre le soluzioni più installate sono quelle relative alla sicurezza, al comfort e al riscaldamento. Questo in sintesi quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sull’Internet of Things del Politecnico di Milano. Il tema dell’osservatorio è incentrato su “Smart Home: l’Internet of Things entra dalla porta di casa”, ma come sottolineato da Angela Tumino, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things, “siamo solo agli inizi di questo processo, è come se fossimo entrati dal cancello della villetta”. Il potenziale è enorme, perché la casa connessa si propone come il fulcro dell'ecosistema “internet delle cose”, capace di trainare dietro di sé diversi settori chiave del Made in Italy.

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Piccoli Comuni senza digitale, un paradosso ai tempi del cloud.

TAGS ICT, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DIGITAL DIVIDE, COMPETENZE DIGITALI

I più piccoli non sono certo virtuosi. Deboli e senza una vera destinazione. I numeri Istat sulla diffusione delle tecnologie ICT nella Pubblica Amministrazione, riferiti al 2015 e contenuti nel rapporto presentato nei giorni scorsi, inchiodano i mini-enti locali di fronte a una dura realtà: vi sono profonde differenze tra piccoli Comuni ed enti più grandi, complessi e strutturati. Una conferma rispetto a precedenti annualità. Ma con una situazione che, snocciolando i dati, diventa più grave e per certi versi pericolosa. Più volte anche qui abbiamo scritto che il digital divide del Paese si consuma su più direttrici: la prima è quella legata alla conformazione sociale di chi fruisce e di chi non può fruire, non abbienti o non dotati di competenze digitali sufficienti. La seconda è quella nord-sud, eterna e ingestibile. La terza è territoriale, distinguendo dunque tra aree urbane e aree rurali dove il primo gap è infrastrutturale. La quarta, confermata dal rapporto, è legata al "piccolo e grande".

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